Il Sig. Pierre Louis, stagnaio - 87 Feytiat - Francia ricorda l'Ing. Louis Turenne Nel 1941 ho ricevuto un invito per partecipare ad una conferenza sulla Radiestesia scientifica tenuta da Louis Turenne: ciò accadeva a Limoges, al Cyrano (Maison Cazautet), piazza de la République….. e convinsi l'amico Pierre Louis Berthomier di venire con me. Incontro dunque Berthomier davanti l'entrata: "Conoscete il Sig.Turenne?". Mi disse. "No, solo di fama" risposi. "Ebbene, ve lo presenterò al termine della serata, perché noi siamo vicini di casa a Parigi in rue de Chazelles, lui abita al 19 ed io al 17. Fu così che alla fine della conferenza ci presentammo davanti a Louis Turenne che fu sorpreso e meravigliato di rivedere il mio amico Berthomier. Ci mettemmo a chiacchierare. Interrogai Turenne sugli argomenti che aveva affrontato, ma soprattutto sulla ricerca medicale. Gli dissi: "Se voi potete dire di quale malattia si soffre sarei contento di consultarvi: attualmente io soffro, potete dirmi dove e perché?…." - "Molto facile" disse lui, prendendo subito il suo pendolo, il regolo universale con tutti i suoi testimoni….. disse: "Vediamo vediamo….. 7,67m ….. eh, voi siete effettivamente affaticato….. ma voi inghiottite del piombo, voi inghiottite dello stagno….. ma che mestiere fate dunque?" Io scoppiai a ridere e gli dissi "Lo stagnaio"! E lui esclamò: "Ah, è tutto lì!". Lo tranquillizzai subito gli dissi che mi proteggo molto accuratamente le mani durante il mio lavoro. E lui: "Oh, ciò è quasi inutile, perché sono le onde dei metalli che vi penetrano, le vostre mani non sono le sole recettrici, ma tutto il vostro corpo." Poi prende la sua bacchetta, si dirige su di me e la passa sull'intestino….. "Ecco là i dolori!" disse. Ero effettivamente molto sorpreso della rapidità e della precisione della sua diagnosi. Divenimmo presto molto amici. Turenne era rifugiato a Eymoutiers e io abitavo tra Limoges e Eymoutiers e così, quando Turenne veniva a Limoges il tram lo lasciava davanti a casa mia a Feytiat e passavamo dei lunghi momenti insieme. I Turenne erano persone affascinanti; malgrado la guerra passammo delle ore straordinarie, sempre con il pendolo in mano. Sono diventato un suo allievo appassionato ed in verità ottenevo dei buoni risultati. Lui era fantastico: io gli tendevo delle trappole su certi luoghi che conoscevo perfettamente e lui non si è mai sbagliato. Durante i pasti in famiglia, alla quale d'altronde aggiungevo volentieri amici e clienti rifugiati (noi tenevamo una locanda), gli facevamo raccontare dei suoi viaggi all'estero per le ricerche: petrolio in Romania, miniere d'oro in Messico, sorgenti minerali in Marocco, fosfati etc….. I Turenne erano di una semplicità e di un fascino tali che fummo inseparabili fino alla loro partenza per Parigi. Noi siamo stati assieme per fare delle ricerche d'acqua, per scavare dei pozzi, per ricerche di oggetti o "gruzzoli di monete" interrati prima di scappare al nemico occupante e che i proprietari o gli eredi in seguito non ritrovavano più. Ciò lo divertiva, vi trovava il gusto del gioco più che del lavoro serio….. Lui stesso era evacuato da Parigi per sfuggire alla domanda di collaborazione del nemico…. Un giorno arrivando mi disse: "Avete una bicicletta per me? Andiamo a Panazol per fare una ricerca". Subito detto, subito fatto, eccoci tutti e due in bicicletta verso il castello del Conte A….. in un luogo detto La Quintaine. Il Conte voleva sapere da lui se davvero un passaggio sotterraneo passava sotto il parco come gli era stato fatto credere. Ci siamo messi al lavoro, abbiamo trovato la cavità, abbiamo messo i picchetti in superficie e abbiamo verificato che effettivamente, essa sembra essere totalmente indipendente dalle cantine del castello. Ad un tratto Turenne sembra attirato da un punto preciso: lo vedo utilizzare la fede matrimoniale in oro come testimone, poi prendere dalla sua giacca la stilografica in argento, infine chiama il Conte: "là avete dei pezzi di moneta interrati" disse. "Siete sicuro?" "Certo, io a tutti i costi zapperei!" "Ebbene, siete il secondo che me lo dice, finirò per crederci!" Il Conte, ahimè, morì un po' più tardi ed è probabile che nessuno abbia mai vuotato il nascondiglio in questione….. Ciò è stato nel 1945. Per contro, determinammo e portammo alla luce nella stessa proprietà, un cimitero di sarcofagi. Era il periodo della Liberazione, tutti i Comuni dei paraggi vollero domandare a Turenne di ritrovare dei gruzzoli nascosti da chi si era dato alla macchia….. fece dei graziosi ritrovamenti. Anche il comune di Feytiat domandò i suoi servizi: niente di interessante ahimè nel suolo del nostro piccolo comune, salvo un gran bel filone d'acqua zampillante al Bas-Faure. Un giorno il Signor e la Signora M….. vennero a casa mia per sottoporre uno dei loro bambini all'Ing.Turenne. Dopo la consultazione Turenne diresse la sua bacchetta verso il Signor M….. e controllò la sua schiena, verificando di nuovo con in mano "a testimone" un oggetto di metallo, puntò un polmone e disse: "Piccolo ricordo della guerra 15 - 18 ?" La Signora M…... che era presente, sorrise a suo marito e gli disse: "Vedi, non ha cambiato posto!" Si trattava in effetti d'una scheggia di obice rimasta nel polmone. Un'altra volta, stavamo risalendo a piedi dal borgo, come sempre parlando, con le bacchette in mano. Poco avanti l'ultimo crocevia, Turenne punta la bacchetta davanti a sé e mi dice: "Pierre c'è stata una casa laggiù una volta, percepisco le onde di fondazioni in muratura". Gli risposi: "E' falso, conosco perfettamente la storia del mio comune, nessuna costruzione muri di recinzione…." poi davanti all'insistenza di Turenne che non voleva demordere, riflettei…. dissi: "Aspettate d'essere sul posto e mi direte…. forse ricordo qualcosa…." Eccoci sul posto. Turenne misura il bordo della strada, l'angolo del campo e poi dice: "C'è una cavità, c'è anche una muratura, con poca superficie e ci sono anche dei gradini di una scala…." a questo punto, una volta di più ho salutato il Maestro. Mi è venuta in mente una cosa, e gli ho detto: "Ingegnere siete sul canale di acquedotto che portava l'acqua al castello del Mas Cerise, e più in c'è molto esattamente, un pozzetto con dei gradini per scendere ad effettuare la manutenzione. Ebbi l'occasione di scendere quando ero bambino con l'amministratore e gli operai. Bravo!" La sua passione era la geologia. Mi ha sempre sbalordito per la sua estrema sensibilità nel misurare attraverso i differenti strati del terreno e per la sua precisione. Cercare sorgenti, tesori, malattie, era per lui un gioco. Ma le miniere, la grande ricerca geologica, quelli erano studi seri, minuziosi, appassionanti. Mise a profitto il suo soggiorno nel Limousin redigendo le carte delle ricchezze della regione: Uranio a Bessines e sull'altopiano di Millevaches, filoni d'oro, faglie di petrolio del bacino di Brive Aubazine, etc….. Volle proporre i suoi servizi alla Ricerca Nazionale presentando mappe e spaccati dell'Uranio di Bessines a Monsieur Joliot Curie. Si è fatto educatamente mettere alla porta: non si accorda credito a un radiestesista, ma lui era anche Ingegnere dell'École Centrale! Dopo la guerra, fu deciso d'affrontare la questione del giacimento di Uranio in questione dopo studi molto pignoli. Ho visto nel corso degli anni verificarsi tutte le cose dette da Turenne. Quanto tempo guadagnato se l'avessero ascoltato. Sono numerosi gli aneddoti nella vita di Turenne. Istruiva numerosissimi allievi. Negli anni 30 due di loro decisero d'andare in America per cercare l'oro. L'avventura fu spassosa nel senso che arrivati a destinazione, essi si proposero come radiestesisti e furono incaricati di cercare: i loro onorari sarebbero stati subordinati al risultato degli scavi. Mappe in mano si misero al lavoro…. ma la ricerca su mappa è un affare delicato: si fecero prendere un po' dal panico e preferirono inviare il dossier in Francia all'Ing.Turenne. "Ci aiuti per favore". L'Ing. Turenne rispedì il tutto con note di spaccati, profondità etc. I due ragazzi poterono così andare sui terreni e cominciare gli scavi. Gli scavi resero con abbondanza oltrepassando le speranze, nuovi terreni furono esaminati e il piccolo gioco di corrispondenza con il Professor Turenne continuò per qualche tempo. Un giorno Turenne ricevette dai due una lettera entusiasta: "Venga a raggiungerci, qui, conduciamo "la bella vita" e l'oro non manca!" Turenne li felicitò, ma li incoraggiò ormai, a sbrigarsela da soli…. Un giorno è stato chiamato in una proprietà di Fontainebleau. Vive una leggenda attorno a questa residenza: "In un sotterraneo sarebbero interrati un tavolo in oro e dodici paladini di Francia". Turenne cerca, trova effettivamente un sotterraneo, ma nessuna traccia d'oro. Il sotterraneo conduceva ad una sala rotonda a 4 m di profondità. Il proprietario decise comunque di scavare: trovò la sala nella quale esisteva un tavolo con i dodici paladini di Francia….. ma non in oro bensì in legno dipinto d'oro! Quattro anni di amicizia sono passati così insieme ai Signori Turenne durante questa seconda guerra mondiale. In seguito l'incontravo regolarmente, ma una o due volte all'anno, perché si fermavano qualche ora durante i loro viaggi verso il Sud. Una fermata a Feytiat e una fermata a La Cochille perché amavano molto la cucina del Périgord. Louis Turenne morì nel 1954. Sua moglie rimase fedele alla tradizione fino alla sua morte e non è mai passato un anno senza ch'ella venisse a chiacchierare, fosse anche per un'ora, nella cucina della locanda della Charmille. L'arrivo della sua vettura con chauffeur era subito segnalata nella frazione: "C'è Madame Turenne venite presto a dirle buongiorno!", e tutti coloro che l'avevano conosciuta prima e anche gli abitudinari dell'osteria, l'accoglievano calorosamente. Benché molto anziana ella conservava un dinamismo stupefacente, ispirava a tutti rispetto ed ammirazione. ELOGIO FUNEBRE Paul Reboux “Nice Matin 1 luglio 1954” Dopo la morte di Augusto Lumière, pensavamo che il crudele destino che aveva appena colpito la Scienza francese, si sarebbe saziato. La morte improvvisa di Louis Turenne è un nuovo “colpo” della sorte! Tutti coloro che conoscono l’importanza dell’opera che Egli lascia, tutti coloro che hanno conosciuto quella potenza di lavoro e di pensiero ch’Egli aveva conservato fino all’ultimo, sono rimasti stravolti da questa tragica notizia. Quando scompare una così bella intelligenza, ci si accorge che il mondo perde una delle sue ricchezze. Quando muore un uomo così buono, così compassionevole di fronte a tutte le sofferenze, così accanito nel trovare mezzi per migliorare l’esistenza umana, per fare indietreggiare il dolore, per far pazientare la morte, si ha la sensazione che un’ombra si sia distesa sopra di noi. Una delle luci dello Spirito si è spenta bruscamente; e si comincia a comprendere che Louis Turenne fu, per ciò che concerne studio e conoscenza delle Onde Umane, l’equivalente di ciò che furono Claude Bernard per la Psicologia e Louis Pasteur per la Batteriologia. Egli ha guidato i brancolamenti d’una scienza che resuscita. Ha ricondotto verso la sperimentazione, la ragione, la disciplina, una pratica che gli spiriti di buona volontà, ma di troppo ricca immaginazione, confondevano con pratiche di magia.... Dagli inizi della sua carriera, Louis Turenne era stato uno scienziato ascoltato con fervore dai giovani allievi ufficiali nella più grande Scuola ufficiale, ai quali in segnava la T.S.F. (Trasmissione Senza Fili). La sua chiaroveggenza, il suo discernimento, il suo sforzo preoccupato di mai allontanarsi da ciò che si misura e si prova, gli hanno permesso di comporre “i tratti”, nutriti di precisione matematica, della Scienza delle Onde, del Radium, della Legge dei Simili, della Radioattività buona, delle Acque Pesanti, e di tante altre realtà.... Egli ha creato strumenti di precisione per tutti coloro che si avventuravano nell’incoerenza delle “nuove scienze”. Egli ha reso possibili appassionanti iniziazioni. Ha sollevato “il velo delle Leggi Misteriose”....., le ha svelate e fissate. È penetrato in una zona inesplorata di scoperte. I prodigi che Egli ha rivelato gli hanno valso una “fama” contro la quale però si sono alzati, come sempre, gli invidiosi, i gelosi, i ritardati. L’hanno attaccato e perseguitato. L’hanno fatto comparire, Lui, lo scienziato venerato, davanti un Tribunale! Prima condannato e poi rilasciato. Bah! Là sono i segni dove si riconosce la Gloria..... più si è elevati e più si corrono pericoli. Louis Turenne, da mezzo secolo, fu uno dei primi rabdomanti scientifici.... Ha dato alle onde la loro scienza, come Branly ha precisato i principi della T.S.F. e come i fratelli Lumière hanno messo a punto il cinema. È a questi grandi nomi che bisogna comparare quello di Louis Turenne. Vivrà nella storia della Scienza francese. Vivrà nel cuore di tutti quelli che han potuto conoscere quale amico Egli era.
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